ragazza albina al sole

Albinismo e pelle: il primo sole non si scorda mai

Il primo amore non si scorda mai è vero, ma nemmeno il primo sole, credetemi, soprattutto il primo sole preso male e soprattutto per una persona albina.

Esiste questa errata concezione generale che vede il sole come potenzialmente dannoso soltanto nella stagione estiva, in pratica da giugno a settembre, il classico periodo delle vacanze scolastiche.
Non è così perchè anche le altre stagioni possono rappresentare un pericolo, anche solo per il fatto di essere, per così dire, sottovalutate, nella loro probabilità di portare con se un sole così intenso da poter essere pericoloso per una pelle senza o con scarsissima melanina.

Estate

Ovviamente la stagione da tenere più sotto controllo è l’estate, e mi rifersico agli albini che vivono in Italia ed in Europa in generale, perchè ovviamente in sud america e sotto l’equatore le cose cambiano drasticamente.
Tutto dipende dalle abitudini e dal vestiario, io ad esempio nella stagione più calda che per la cronaca è anche la mia preferita, se esco di giorno indosso sempre pantaloni lunghi, larghi e comodi, al massimo, vittima della moda di questi anni porto pataloni a vita alta e con caviglie scoperte, poi metto una camicetta o t-shirt a mezze maniche e sandali o sneakers. Rararmente vado in giro alle 2 del pomeriggio con il vestitino scollato e corto, a meno che non sappia di percorrere al sole un tratto di strada breve per poi rifuguarmi al chiuso (ufficio, negozio, casa di qualcuno ecc).

Attenzione: doverosa precisazione: non ci sono controindicazioni nel mettere vestiti più corti e scollati come potrebbero essere anche pantaloncini e top smanicati, la verità è che una persona albina che esce in pieno giorno vestita così ed in estate deve assolutamente cospargersi di crema solare protettiva con spf 50+ quindi nel mio caso è anche una questione di pigrizia, più strati di pelle sono scoperti e più dovranno essere ricoperti di lozioni solari).

Ora la mia pigrizia non è nè un buon esempio di vita nè tantomeno legata all’albinismo, quindi se non siete svogliati come me e riuscite a organizzarvi per tempo prima di uscire, se ci tenete a sfoggiare vestiti più in linea con la stagione buon per voi. Se lo fate non dimenticatevi di quelle parti che spesso si tendono a trascurare, eventuale scollatura poisteriore del vestito, spacchi delle gonne, asimmetrie degli indumenti che li rendono tanto cool quanto rognosi perchè creano spazi da riempire con la nostra amata crema.

Non voglio fare la mammina della situaizone ma repetita iuvant, no? Serve a poco indossare abiti coprenti e anti UV se poi non si protegge anche il viso che è in realtà la parte più esposta (naso, orecchie, fronte, mento e persino labbra). Ah e mentre che ci sono vorrei parlarvi delle mani, le mani fanno parte del corpo eh, io a volte me lo dimentico e le considero come un’estensione esterna e distaccata da me, come fossero mie ma non completamente, come uno zaino che lo prendi e lo posi. E invece no, mi raccomando le mani!!

Autunno

Lui l’anno scorso mi ha fregato alla grande per la prima volta nella mia vita, niente di grave per fortuna. Sarà stata di nuovo la pigrizia o quella tendenza comune a considerare le stagioni come un qualcosa di statico e dipendente da una data, oppure i cambiamenti climatici (Greta Thumberg fai qualcosa), fatto sta che a ottobre inoltrato mi è capitato di fare pranzo fuori, giornata stupenda, di quelle che a Torino le vedi solo a febbraio e aottobre (non sto scherzando), cielo azzurro limpido e terso, sole a picco, temperature gradevoli, finalmente nè troppo calde nè troppo fredde) e tavolino del bar super esposto, ore 13.00 circa e per qualcuno dei motivi sovraelencati non ho messo la crema in viso (unica parte scoperta) e alla sera mi sono vista le guanciotte arrossate. Ora molti “colleghi” albini diranno che non è un problema.

Non si è trattato di scottatura in fin dei conti, però per me è stato ugualmente un fastidio e vi spiego per quali motivi.
1. la mia pelle del viso (come quella di molti di noi) è chiaramente più scura, rosata o arrossata dagli anni di sole rispetto a qulla del resto del corpo e quindi rimane esteticamente quel distacco cromatico tra viso e collo che io personalemente non amo.
2 i danni del sole non si vedono nell’immediato, ovviamente è stata una sola volta e quindi non succede niente ma se cominciassi a comportarmi così tutti i giorni qualcosa prima o poi succederebbe, e io non voglio che succeda, né prima e né poi.

Insomma, una rondine non fa certamente primavera, ma nemmeno un OTTOBRE ssulla pagina del calendario fa tempo brutto e pioggia.

Inverno

Ecco, forse quì ci possiamo rilassare, mi sento di dirlo con certezza, sempre se vivete in Italia possiamo affermare che quei tubetti giallo-arancioni li possiamo finalmente archiviare nell’armadietto delle “cose estive” assieme allo spray anti zanzare e ai cerotti per i sandali. Ci sono due precisazioni però, eh sì anche quì ci sono ben due però, il prmo riguarda la montagna, sciatori, camminatori, scalatori e appassionati di alta quota che a gennaio si fanno il weekend sulla neve devono fare attenzione, il sole a quelle altitudini è davvero intenso, oserei dire quasi più intenso che in certe mattine estive piemontesi, così coperte da quella foschia di umidità e nuvole, lì in montagna filtri non ce n’è, siamo molto più vicini al sole, la foschia dell’inquinamento è ormai rimasta sotto, quindi è come essere a Mondello in spiaggia il 15 di agosto. Inoltre il riverbero della neve fà si che i raggi solari rimbalzino sull’ambiente circostante compresi i vostri volti come uno specchio. In estate c’è il mare a fare da riflesso per i raggi, in inverno la neve. lo so che in inverno non siete in costume, perciò potete apprezzare il lato positivo, la crema la dovete mettere solo su viso e mani, però la dovete mettere.

La seconda precisazione riguarda la nuova cultura che tra l’altro sposo a pieno che mira a proteggere la pelle dai radicali liberi, invecchiamento precoce e danni da sole tutto l’anno. In inverno in realktà il sole c’è molto più spesso di quanto il nostro immaginario ci rimandi, anche se più timido o nascosto dietro le nubi lui c’è. In questo caso da un anno a questa parte ho cominciato a utilizzare creme apposite con fattore protettivo anche solo 15 o 30 che però non sono le classiche creme solari e basta, quelle estive col tubetto arancione per intenderci. Queste sono creme principalmente ad uso quotidiano (la famosa crema giorno) anti inquinamento ed hanno una texture più gradevole rispetto a quelle puramente solari, hanno però fattore protettivo che va dal 15 al 50. Qualche anno fa poteva sembrare ridicola questa protezione 360 giorni l’anno, in realtà le campagne di sensibilizzazione riguardo alla protezione non solo dal sole ma anche dai danni dell’inquinamento, degli sbalzi di temperatura ecc hanno portato ad una maggiore attenzione verso la pelle e non solo per gli albini.

Primavera

L’ho lasciata per ultima per due motivi, primo perchè sono partita dalla stagione più ovvia per parlare di sole e poi perchè il tema dell’articolo è il primo sole non si scorda mai e intendevo principalmente quello primaverile, quello di fine febbraio/inizio marzo, che un po’ come ottobre si tende a trascurare perchè “tanto è ancora inverno, tanto fa freddo, tanto ora non ce l’ho a tiro la crema solare ecc”.
L’espolodere della primavera è uno dei fenomeni naturali più affascinanti e rigeneranti, tranne che per il sole che senza preavviso irrompe nelle nostre strade e città e costringe noi albini a correre ai ripari.

cielo con raggi di sole che filtra Nente paura però, innanzitutto le farmacie e siti specializzati sono ormai muniti tutto l’anno di solari e anzi, il vantaggio di acquistarle quano è bassa stagione è che a volte ci sono dei piccoli ma significativi sconti quindi si può approfittare per fare scorta.
La primavera è come l’autunno, generalmente si portano ancora maniche lunghe e giacchette per cui il vantaggio è che da “spalmare” ci sono solo viso e mani (le mani, mi raccomando le mani :-)).
Passeggiate nella natura, gite fuori porta, pranzi all’aperto, gite scolatiche (per chi va a scuola), eventi in piazza, jogging e sport all’aria aperta, insomma qualsiasi sia il motivo dell’uscita portate con voi un tubetto oppure anche un campioncino piccolo e pratico di crema solare, stavolta è il caso di riesumare quelle arancioni.

Vorrei conludere dicendo che normalmente le creme solari hanno durata annuale, cioè scadono dopo un anno dall’apertura, dopo non sono dannose ma perdono di efficacia. Va da sè che se la crema l’avete comprata a settembre e volete rimetterla a marzo/aprile va ancora bene.
Anche e soprattutto con il primo sole la regola rimane sempre quella del “circa ogni due ore” a seconda di mille variabili quali durata di esposizone, intensità del sole, tipo di crema applicata, luogo ecc.

Nei prossimi articoli vi parlerò della differenza tra creme solari estive e creme protettive da tutto l’anno con fattore protettivo.

Visita il mio profilo TikTok per approfondire il tema dell’albinismo con pillole e consigli per la vita quotidiana.

Visita il nuovo profilo Instagram @albiniinitalia

Condividi il candore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.